Descrizione
Questo libro si interroga sul modo in cui alcuni scrittori e registi cinematografici hanno descritto il rapporto tra intellettuali e plebe a Napoli dal secondo dopoguerra a oggi e come esso si sia articolato in alcuni momenti decisivi della storia della città. Il popolo o la «classe» dotati di soggettività e unità, sorta di aristocrazia degli oppressi, sono stati sovente opposti alla plebe, considerata con disprezzo come un sottoproletariato manipolabile dal fascismo e dal populismo. Questa distinzione è troppo rigida. Il capitale produce simultaneamente, continuamente, lavoro salariato e plebe e determina una trasmigrazione continua tra le due condizioni, secondo la curva dominante del suo ciclo. Lesistenza dei senza voce e dei senza parte non è un accidente della storia, o una sua fase arretrata, destinata a svanire con lestensione universale del lavoro produttivo: come il capitalenelle più diverse parti del mondonon può fare a meno di ricorrere alla violenza per nulla estinta dellaccumulazione originaria, così creastrutturalmentelessere della plebe, lombra perturbante e minacciosa, in cuia ogni crisi minaccia di sprofondare anche il lavoratore più qualificato. Il tempo che porta dalla plebe alla classe quindi non è lineare, ma curvilineo, regressivo e spezzato. Linespressività miserabilese considerata come un dato di natura, come prossimità alla condizione animalenon è che un mito: essa è prodotta dalla distruzione di codici simbolici preesistenti o di una soggettività prima vitale. I senza voce hanno perso una parola che possedevano, sono stati espropriati della identità originaria, e non hanno accesso al linguaggio astratto della modernità capitalista.
| Editore: | Rosenberg & Sellier |
| Collana: | La critica sociale |
| Codice EAN: | 9788878857148 |
| Anno edizione: | 2019 |
| Anno pubblicazione: | 2019 |
| Dati: | 182 p., brossura |





