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«Erano i capei d‘oro a l‘aura sparsi». Metamorfosi delle chiome femminili tra Petrarca e Tasso Offerta Lampo

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Descrizione

I capelli d'oro sono uno dei topoi più famosi (e abusati) della lirica italiana, almeno fino all'Ottocento. In queste pagine l'autrice analizza i più celebri ritratti femminili della poesia fiorita in Italia nei secoli XIII e XIV, per poi soffermarsi sul magistrale riuso operato da Tasso nella "Liberata". Il tema della descriptio puellae è trattato in maniera innovativa alla luce della teoria classica del tetracromatismo, che prevedeva da parte del poeta l'impiego di soli quattro colori (il bianco, il nero, il giallo, il rosso). Riferimenti al topos dei capelli biondi femminili sono già nei poeti siciliani, ma è con Cino da Pistoia che l'immagine delle chiome dorate assume una valenza significativa, prima che Petrarca la potenzi semanticamente rendendola esemplare. Il percorso definito in queste pagine, ricche di esemplificazioni attinte a testi di varia tipologia e datazione, prosegue con Boccaccio e Tasso: il novelliere e il poeta cinquecentesco contaminano il canone lirico, l'uno ricorrendo a moduli narrativi, l'altro trasformando le esili fanciulle bionde della tradizione lirica in coraggiose eroine pronte alla battaglia. Il volume ricostruisce dunque un percorso tematico che va dalla lirica delle Origini alla fine del Cinquecento, tracciando attraverso il particolare del colore dei capelli una storia dell'immagine femminile che tocca in profondità i valori stessi della poesia.

Editore: Salerno
Collana: Quaderni di Filologia e critica
Codice EAN: 9788884027375
Anno edizione: 2011
Anno pubblicazione: 2011
Dati: 91 p., brossura