Descrizione
"Questo saggio va inteso come un tentativo di definire la teoria umanistica della pittura e di tracciarne a grandi linee lo sviluppo dagli inizi nel XV secolo al Settecento, quando i nuovi orientamenti del pensiero critico e delle arti figurative cominciarono a determinarne il declino. Sempre presente in questa teoria è lassunto fondamentaleoggi peraltro non più accettatoche la buona pittura, come la buona poesia, sia limitazione ideale della natura umana in azione. Ne consegue che i pittori, come i poeti, devono esprimere verità generali rifuggendo dal particolare, facendo uso di soggetti universalmente conosciuti e apprezzati, tramandati attraverso la narrazione biblica e la lettura dei classici greco-romani; inoltre devono rappresentare una multiforme varietà di emozioni e tendere non soltanto a dilettare ma anche a istruire lumanità. Questa teoria, come in larga misura anche larte di quel periodo, aveva le sue radici nellantichità. Le famose analogie tra pittura e poesia di Aristotele e di Orazio avevano indotto i critici, che non trovavano negli antichi una vera e propria teoria della pittura, a trasferire lantica teoria letteraria a unarte per la quale non era stata concepita. Essi infatti trovavano una raison dêtre a una teoria umanistica della pittura non soltanto negli insegnamenti degli autori antichi relativi alla letteratura umanistica, ma nellarte italiana stessa, che, intesa nei suoi momenti migliori come ricerca del veroda Cimabue a Giotto, da Raffaello a Michelangelo a Tiziano , si risolveva nel senso più alto in rappresentazioni delle azioni e dei sentimenti delluomo". (Dalla prefazione dellautore alledizione italiana).
| Traduttore: | Catervo Blasi Foglietti |
| Editore: | Abscondita |
| Collana: | Aesthetica |
| Codice EAN: | 9788884169525 |
| Anno edizione: | 2021 |
| Anno pubblicazione: | 2021 |
| Dati: | 224 p., brossura |





