Descrizione
Molti furono i poeti che celebrarono il vino con versi di grande bellezza e profondità quanto non con sapienza divina. Fra questi un posto d'eccezione spetta al poeta persiano Omar Khayyām, che con le sue immortali Robā'iyyāt ha cantato il vino e il suo potere seducente, suadente, magico, simbolico, illuminante, anagogico. In Khayyām, il vino simboleggia l'istanza del libero pensiero e dell'ebbrezza, l'amore per la libertà intellettuale condotto fino al rifiuto del dogma e all'eresia. Eppure, come non vedere, celato dietro questo mondano amore del vino, dei piaceri della vita, dietro l'elogio di un gran visir, oppure sotto forma di metafora astronomica o di beffarda considerazione sull'infedeltà di un amico o sul tempo che passa inesorabile, l'apologo sapienziale, la parabola sacra, scoprendone tutta la profondità mistica e metafisica? Il genio di Khayyām, per universalità e potenza espressiva, può ascriversi a quella ristretta cerchia di cui fanno parte Lucrezio, Shakespeare, Leopardi, Baudelaire: autori sempre attuali perché capaci di dar voce a ciò che nell'uomo è eterno, come avviene per le Robā'iyyāt, poiché è il soffio dell'eternità che le imbeve di augusto spirito persiano, sovente disilluso, caustico, a volte scettico, ma sempre adamantino, immerso in contemplazioni che hanno per cifra il pathos del lontano, del cosmico. Presentazione di Gelasio Gaetani dell'Aquila d'Aragona Lovatelli.
| Traduttore: | Pierre Pascal |
| Editore: | Luni Editrice |
| Codice EAN: | 9788879848633 |
| Anno edizione: | 2023 |
| Anno pubblicazione: | 2023 |
| Dati: | 80 p. |





