Descrizione
Un libro che resiste al trascorrere del tempo e che continua a catturare lattenzione è innanzitutto, con buona pace dei dotti e dei critici, un libro bello. Un bel libro di viaggi è una gemma preziosa, tanto rara da suscitare in chi la trovi un senso di sorpresa e di stupore. La realtà non è mai avara con chi viaggia, ma si prodiga in emozioni e regala innumerevoli esperienze in un brevissimo volgere di tempo. Molto raramente viene ripagata con altrettanta generosità. Voler ridire cosa si è visto e provato è da pochi, saperlo ridire è un dono davvero inconsueto. Bisogna che la nostalgia del viaggio, che ostinata scuote ogni ritorno, si trasformi in un nuovo miraggio. Bisogna che il narratore cerchi di nuovo una meta, che sappia ricreare nel lettore linquietudine che lo ha attirato lontano.
Al nostro viaggiatore ebreo linquietudine non faceva certo difetto. Le pagine dellItinerario non lasciano trasparire nulla sulluomo, sulla sua vita e sulle sue emozioni; una cosa risulta però ben chiara in ogni frase del racconto, in ogni tappa del percorso: Binyamin è il suo viaggio. La lunghissima peregrinazione, che lo porta - nella sesta decade del XII secolo - da Tudela sino al limitare dellOriente estremo, ai confini del mare periglioso «su cui domina Orione», è vissuta nel libro come una necessità, quasi un dovere ineludibile. (Dallintroduzione di Giulio Busi)
| Editore: | Giuntina |
| Codice EAN: | 9788880577867 |
| Anno edizione: | 2018 |
| Anno pubblicazione: | 2019 |
| Dati: | 129 p., brossura |





