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Popolare Il cimitero di guerra della comunità israelitica di Bari

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Descrizione

Il presente volume, il settimo della collana Corpus Epitaphiorum Hebraicorum Italiae (CEHI) fondata nel 2008 da Mauro Perani allo scopo di preservare i testi degli epitaffi ebraici dItalia, è dedicato al Cimitero di Guerra Israelitico di Bari. Si tratta delledizione inedita delle stele e del registro intitolato Chevra Kadisha, elaborato dalla ?evra Qaddišah o Confraternita santa che curò le sepolture e il cimitero, sito in unarea del Campo militare concessa nel 1948 dal Comune di Bari allallora Comunità Israelitica Internazionale. Ente di fatto in liquidazione, la Comunità formata da profughi della Shoah di transito a Bari verso Ere? Yisrael e sostenuta dallAmerican Joint Distribution Committee, progetta la Sezione Ebraica con lassetto di un cimitero di guerra e le stele per la maggior parte identiche, schierate ordinatamente sul terreno. Nonostante pressioni interne, con una corrente favorevole a stabilizzarsi a Bari, la Comunità Israelitica Internazionale cessa di sussistere con linterruzione del flusso di profughi e rappresenta un caso singolare di ripresacircoscritta a un relativamente breve arco temporale del Novecentodi una presenza ebraica in una portata tale che si era potuta delineare proporzionalmente in città solo nei secoli passati, dal tardo antico al medioevo. La vicenda contemporanea è legata al flusso di profughi dalla Shoah e al movimento dellAliyah Bet, in cui la Puglia assume un ruolo importante, testimoniato da Il grido della terra (1949), film neorealista diretto da Duilio Coletti, girato e prodotto nei primi mesi del 1948 prima della Dichiarazione dellIndipendenza dello Stato dIsraele. Il volume, a settantanni dalla concessione dellarea cimiteriale, raccoglie le riproduzioni e le trascrizioni integrali della documentazione inedita conservata negli Archivi pubblici di Roma (Archivio Centrale dello Stato e Archivio Storico dellUnione delle Comunità Ebraiche Italiane) e di Bari (Archivio Generale di Ateneo dellUniversità degli Studi di Bari Aldo Moro). In particolare, la ricerca di Mariapina Mascolo si basa sul riordino dellArchivio privato Wiesel-Kelz, condotto con metodo archivistico. Loriginale campagna fotografica di Beppe Gernone (Polo Museale della Puglia) è realizzata nellambito di un progetto promosso dal CeRDEM - Centro di Ricerche e Documentazione sullEbraismo nel Mediterraneo Cesare Colafemmina, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia e della Basilicata e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari. Tramite la documentazione archivistica e fotografica, nel volume sono ricostruite per la prima volta le vicende che hanno portato alla concessione dellarea cimiteriale e quelle successive, riguardanti i lavori di manutenzione straordinaria (1959 e 1989) e ordinaria. Il percorso prende inizio dalla storicizzazione della presenza ebraica nel capoluogo pugliese allepoca della promulgazione delle famigerate Leggi razziali e delle ripercussioni sullUniversità degli Studi di Bari, allora intitolata a Benito Mussolini. Dopo le epurazioni del 1938-39, Bari si riconcilia con un passato antico di una città tanto rigogliosa quanto multiculturale, riprendendo per i profughi della Shoah la vocazione di porto accogliente per la rinascita alla vita.

Editore: Giuntina
Collana: Corpus epitaphiorum hebraicorum Italiae
Codice EAN: 9788880578079
Anno edizione: 2019
Anno pubblicazione: 2019
Dati: 141 p., ill., brossura