Descrizione
"Non sarò mai diversa da quella che sono. Provo troppa gioia nella mia condizione."
Margaret Murray, in questo saggio pionieristico che venne pubblicato nel 1921, e che qui si ripropone, sostenne per la prima volta la tesi secondo cui la stregoneria risalirebbe allepoca precristiana. La studiosa propose di chiamare il culto delle streghe come culto di Diana, in riferimento alla divinità lunare romana, Signora delle selve e delle fiere, protettrice delle donne, vergine e cacciatrice.
In altri termini le cosiddette streghe rappresenterebbero un retaggio di una religione ancestrale connotata da matrice femminile-lunare e diffusa presso i popoli dellEuropa Occidentale in una fase storica pre-agricola, dunque persino antecedente allo sviluppo dellagricoltura quale sistema preminente per lapprovvigionamento del cibo.
Con laffermarsi del monoteismo cristiano in epoca storica, tale retaggio venne diffamato e perseguitato.
LOperasi caratterizza principalmente come una raccolta di testimonianze: lAutrice scelse di trattare le deposizioni delle accusate di stregoneria come dati etnografici, per mezzo di un approccio antropologico privo di pregiudizi, senza tralasciare dettagli apparentemente impressionanti o illogici. Riportando, con estremo rigore e dovizia di dettagli, tali testimonianze dirette sino ad allora inedite, Margaret Murray mostrò come i culti delle streghe fossero connessi alla natura, alla fertilità e disponessero di attributi profondamente gioiosi: aspetto, questultimo, in genere frainteso e travisato dagli inquisitori e dallopinione comune.
Un libro in grado di svelare, tra le righe, ciò che è stato realmente e ciò che è stato negato.
| Traduttore: | M. L. Petrelli |
| Editore: | Terra di Mezzo |
| Collana: | Saggistica |
| Codice EAN: | 9788897842347 |
| Anno edizione: | 2019 |
| Anno pubblicazione: | 2019 |
| Dati: | 272 p., rilegato, 2 ed. |





