Descrizione
"Le relazioni tra Iran e Italia hanno radici antiche che si consolidarono durante il periodo della dinastia safavide (XV secolo) grazie alle missioni italiane giunte alla corte di Persia. Elementi comuni quali il ricco patrimonio culturale e la straordinaria longevità delle rispettive civiltà hanno contribuito a stringere un rapporto che trova suo obiettivo primario nel consolidamento della pace e dellamicizia tra i due popoli. La dinastia Qajar, fondata da Agha Mohammad Khan Qajar, governò la Persia per quasi centrotrenta anni, dal 1794 al 1925, rappresentando un periodo molto importante e delicato nella storia dellIran, che vide lavvicinamento e la combinazione tra modernità e tradizione. Le testimonianze a noi giunte confermano il legame tra larte e politica e lespansione delle relazioni tra la Persia e lOccidente, la cui influenza, particolarmente forte con lavvio della rivoluzione industriale, finì per condizionare diversi ambiti della società iraniana segnando larrivo della prima ondata del modernismo nel Paese, al pari di quanto avvenuto altrove nel mondo. In questo periodo diversi fattori, quali i frequenti viaggi dei sovrani persiani e dei membri della corte in Europa, nonché la partenza di studenti iraniani per lOccidente e la contestuale presenza di cittadini europeituristi, diplomatici, militari, uomini daffariin Iran, contribuirono al rafforzamento delle relazioni internazionali. Naseroddin Shah credeva in uno sviluppo del Paese che si giovasse anche degli scambi con lOccidente. Nel corso dei suoi quasi cinquantanni di regno, in tre diverse occasioninel 1873, 1878 e 1889visitò alcuni Paesi occidentaliprimo sovrano persiano a farlo , quali Russia, Germania, Belgio, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Austria e Italia, per conoscere la civiltà e la tecnologia occidentale; le sue osservazioni sono riportate nei suoi diari di viaggio. Nel corso dei suoi viaggi allestero conobbe la macchina fotografica, per la quale sviluppò una grande passione, e decise di diffonderne la conoscenza in Iran invitando artisti europei, fra i quali alcuni italiani, in modo da avviare un processo di documentazione fotografica dei palazzi e della corte, e insegnare larte della fotografia agli Iraniani [...]" (dall'introduzione di Mohammad Taghi Amini Direttore dellIstituto Culturale dellIran, Roma)
| Editore: | Scienze e Lettere |
| Collana: | Il novissimo Ramusio |
| Codice EAN: | 9788866872689 |
| Anno edizione: | 2024 |
| Anno pubblicazione: | 2024 |
| Dati: | 112 p., ill., brossura |





