Descrizione
Fra il Settecento e lOttocento cambia il modo di narrarsi. Non più autobiografie intellettuali o professionali alla terza persona, ma lunghe storie alla prima persona, il cui protagonista si racconta partendo dallinfanzia. Questo cambiamento si afferma e si diffonde lungo tutto il secolo: dai grandi autori si passa, man mano, ai borghesi, agli artigiani, agli operai. Cosa cè dietro questo grande cambiamento? Perché a fine Ottocento anche il più incolto e anonimo degli scriventi si considera degno di fare della propria vita un libro? E perché per raccontarsi si considera sempre più indispensabile partire dallinfanzia e dai suoi sfuggenti ricordi? Questo libro indaga questo grande mutamento culturale. Percorrendo le vite di patrioti, letterati, scalpellini e vetrai mostra in che modo la pratica autobiografica ottocentesca sia il prodotto di una nuova concezione dellindividuo, della laicizzazione della nostra società, dello sviluppo delle scienze della psiche. E di come la più profonda intimità delluomo moderno si ripercorra attraverso mappe e piantine: ultime eredi delle arti della memoria, le autobiografie dinfanzia sono delle intime topografie dellio.
| Editore: | CISU |
| Collana: | Il mestiere dell'antropologo |
| Codice EAN: | 9788879756594 |
| Anno edizione: | 2018 |
| Anno pubblicazione: | 2018 |
| Dati: | 240 p., brossura |





